Che credibilità avrà la scienza in futuro?

Che credibilità avrà la scienza in futuro?

Questo il titolo del grande appuntamento settimanale del salotto virtuale “Il salotto di StudioMedia”.

Lo spazio in diretta Facebook, condotto da Patrizia Barsotti e Andrea Iannuzzi, ha avuto come ospiti illustri: Marzia Roncacci, giornalista del Tg2, Alessandro Cecchi Paone, e Pietro De Leo, redattore politico del quotidiano “il Tempo” e commentatore televisivo.

“Sono dalla parte della scienza  e della ricerca ma forse qualcuno avrebbe fatto meglio a tacere prima di parlare senza sapere” così ha esordito la giornalista Marzia Roncacci, che ha poi spiegato: “Alcuni scienziati hanno sbagliato, ognuno diceva la sua, non si capiva più dove fosse la verità”. 

Dalla parte degli scienziati Alessandro Cecchi Paone che ha parlato di una doppia scienza: quella che è andata a fare gli show e quella che ha fatto ricerca: “La scienza che ha sbagliato non è la scienza che ci ha salvato e che ci salva, non è la scienza di chi sta in corsia o in laboratorio, la scienza che ha fallito è la scienza di potere che gestisce il potere sanitario. Io spero che in futuro si ripensi ai danni che provocano i Comitati tecnico-scientifici”.

Dello stesso parere Pietro De Leo che, prendendo la parola, ha accusato “i virologi protagonisti della parte divulgativa, diventati quasi delle star televisive.

La comunità scientifica non ha saputo darsi una regola.

Il cittadino comune non ha capito nulla e anche il giornalista si è trovato disorientato. La scienza è stata troppo autospettacolarizzante.

Gli scienziati sono andati in ordine sparso, ‘alla carlona’, utilizzando delle volte la visibilità per lanciare prodotti editoriali.

E’ mancato -inoltre – un interlocutore serio dal punto di vista istituzionale”  in una fase in cui “andavano lanciati dei messaggi per unire il Paese, già spaventato”. 

Alessandro Cecchi Paone ha poi puntato il dito “pur facendone parte” contro il sistema televisivo italiano per non aver prodotto un programma serio di approfondimento sul tema: “Sia le reti pubbliche, sia le reti private, non hanno prodotto un programma di approfondimento, pensato. Hanno preso i talkshow preesistenti e questi scienziati pur di apparire non hanno capito che si sono rovinati, perchè la materia non è adatta ad essere risolta in una battuta di 20 secondi“, ma Pietro De Leo ha sottolineato come “la televisione abbia dovuto affrontare la tematica del coronavirus con gli stessi conduttori e programmi perchè ad un certo punto il tema era diventato un tema sociale, era argomento totalizzante. Semmai doveva essere l’Ordine dei Medici ad intervenire. “Certamente – ha aggiunto – la credibilità degli interlocutori e la sensibilità collettiva circa l’importanza della scienza è il tema politico, sociale e civile da qui ai prossimi anni”.

Marzia Roncacci ha poi concluso: “Fare allarmismo è sbagliato perchè terrorizzi solo la gente. Non c’è medico e scienziato – ad esempio – che possa stabilire o dire che ad Ottobre ci sarà un’altra ondata oppure no.

Cerchiamo oggi di far ripartire il Paese perchè se non si muore di Covid19, si muore di fame.

La politica oggi deve avere il ruolo di guardare avanti, deve essere lungimirante per evitare che l’Italia diventi colonia di altri”. 

I conduttori Patrizia Barsotti e Andrea Iannuzzi hanno infine annunciato l’argomento del prossimo mercoledì: Ambiente e Covid19.

Erika Ciancio

Erika Ciancio, giornalista iscritta all’Ordine del Lazio. Inizia la sua carriera presso giornali nazionali di cronaca e politica, specializzandosi nei rapporti di pubbliche relazioni con la stampa per personaggi pubblici, anche del mondo dello spettacolo, professionisti e politici nazionali. Esperta in strategie di comunicazione social, punto di riferimento per molti personaggi nei “piazzamenti” televisivi nazionali, radio, e giornali.