La recitazione ai tempi del Covid19: l’intervista al Maestro Nicola Donno

Cinema e teatri creano esperimenti rivoluzionari per non abbandonare gli spettatori nei giorni difficili del Coronavirus. Incontri in streaming, letture e visioni collettive. E le scuole di recitazione? Abbiamo intervistato il Maestro Nicola Donno, insegnante di recitazione e direttore dell’ACT SCHOOL e FAC dello Ials di Roma per farci raccontare il dramma che sta vivendo il settore.

Lei è un maestro di recitazione della scuola romana e la sua professione sta nel formare e nell’accompagnare ragazzi e ragazze di diverse fasce d’età nel fantastico mondo del cinema e del teatro. Cosa è cambiato oggi nel suo lavoro e come si è adoperato – soprattutto – per dargli continuità?

<<L’utilizzo della tecnologia è fondamentale in questo momento, mi permette di portare direttamente a casa l’esperienza cinematografica e teatrale, dando continuità al lavoro già avviato in precedenza con gli allievi dei livelli intermedi/avanzati, portando avanti il programma senza troppi problemi.

Ovviamente le lezioni si sviluppano completamente in modo diverso, la parte “tecnica” si svolgeva già in telecamera ma la parte emotiva – che è lo studio di base per gli allievi dei primi anni – viene purtroppo completamente compromessa. 

I suoi allievi rivelano che lei è un “tantino” incontentabile, perfezionista, stakanovista, uno che spinge a  superare i propri limiti –  di contro è anche vero che lei è considerato non solo un maestro, ma per molti un amico sincero – pensa che “Il fattore umano” adottando lo smart working possa danneggiare il rapporto con i suoi alunni?

<<Si, ma non del tutto. Buona parte del mio lavoro è basato sull’empatia. Una volta sviluppata la capacità di entrare in profonda connessione con l’altra persona si hanno gli strumenti di comprensione del prossimo, utili per costruire una comunicazione interpersonale efficace e gratificante, fondamentale per il lavoro dell’attore, ma validi anche nella vita reale.

Credo che il dialogo sia indispensabile in questo momento, mantenere la “continuità”, anche attraverso le varie App è necessario, l’importante è dunque restare connessi , il contatto fisico è utile, ma al momento bisogna farne a meno>>

Se le misure restrittive dovessero protrarsi ancora per molto, quali pensa saranno i risvolti nel suo settore?

Fino a che non ci daranno la possibilità di riprendere a lavorare normalmente entrando in contatto l’ uno con l’altro e tornare a guadarci negli occhi, non credo di poter riprendere le lezioni partendo dalle classi primarie, e questo sarebbe penalizzante per tutti quei ragazzi che vogliono approcciarsi alla recitazione. Il lavoro via web è solo di allenamento e perfezionamento.

Al momento nei decreti non è prevista la riapertura di scuole di formazione come lo Ials o altre scuole di recitazioni per il cinema e il teatro.

La pratica del teatro è un’attività formativa fondamentale che educa gli allievi alla comunicazione, alla socializzazione e all’apprendimento delle nozioni riguardanti l’ambito artistico, un’importantissima funzione didattica.

Il mio auspicio, come quello di tutti, è che presto venga trovato il vaccino per tornare alla completa e normale attività, sia per gli addetti ai lavori sia per i ragazzi.

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Teresa Gargiulo

Teresa Gargiulo, giornalista iscritta all’Ordine del Lazio. Salernitana di origini, romana di adozione. La sua formazione nasce all'interno di testate giornalistiche nazionali e si perfeziona con studi specifici in scienze politiche e in comunicazione. Appassionata di viaggi, lifestyle e pubbliche relazioni.