Al Goldoni di Livorno Il Festival che non avete mai visto uno

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha sognato di essere per una sera protagonista su un palcoscenico teatrale, avvertire l’adrenalina che scorre prima di entrare in scena e provare poi quella sottile ed indescrivibile magia che lega tra loro artista e pubblico. Un desiderio certo di molti che, venerdì 25 marzo alle ore 20 al Teatro Goldoni di Livorno, verrà idealmente esaudito con la serata speciale Perché il Goldoni è il Goldoni Il Festival che non avete mai visto né sentito.

Un evento davvero unico nel suo genere che nasce con finalità benefiche e socialmente rilevanti: il ricavato della serata sarà, infatti, devoluto al progetto “Social Taxi Inclusivo del Tavolo delle Disabilità della Consulta delle Associazioni del Comune di Livorno. “Uno scopo importante, – dichiara Mario Menicagli direttore del Goldoni – sul quale, insieme al Sindaco Luca Salvetti ed all’Assessore Andrea Raspanti, abbiamo deciso di impegnarci in prima persona sia come Istituzioni che come Teatro Goldoni con entusiasmo e partecipazione. Anche questa iniziativa, ha lo scopo di esaltare la cultura coinvolgendo i tanti settori che sono, apparentemente, lontani dal mondo teatrale”. Prenderanno parte a questa speciale serata 14 coraggiosi concorrenti, tutti rigorosamente legati alla città labronica e che si misureranno non solo dal vivo davanti al pubblico con una canzone tratta dalla storia di Sanremo, ma anche al giudizio di una giuria che, come ogni gara che si rispetti, alla fine dichiarerà il vincitore, anzi la coppia vincitrice: verranno infatti abbinati con un sorteggio 7 esordienti rivelazioni a 7 ideali padrini che a vario titolo hanno a che fare con il mondo teatrale per professione o frequentazione. Due le eccezioni, veramente legate al mondo dello spettacolo che non hanno esitato nemmeno un attimo a scendere in pista e calcare il palcoscenico del Goldoni, saranno: Dario Ballantini e Leonardo Fiaschi.

Così se la Riviera dei Fiori chiama, allora Livorno risponde e lo fa a modo suo, con rispetto ed allegria, temerarietà e voglia irresistibile di socialità e condivisione. “Siamo tutti consapevoli cosa hanno significato ed ancora purtroppo comportano le vicende legate alla pandemia- dichiara Emanuele Gamba, direttore artistico del Goldoni – ed oltre a questo, non possiamo certo sottacere come il cuore e la mente siano rivolti a chi in questi terribili momenti sta lottando per la libertà e dignità. Viviamo il nostro tempo, con tutto quello che questo comporta, cercando di affrontare anche le piccole-grandi sfide che la quotidianità ci pone davanti e come Teatro non ci sottrarremo mai ad un ruolo che ha avuto ed avrà senso per il futuro solo se riusciremo ad esercitarlo e viverlo con il pubblico e la città di cui è espressione”.

Questi i nomi dei partecipanti ed i brani che eseguiranno: Dario Ballantini canta Soli di Drupi, Francesca Cecchi canta Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia, Stefano Cresci canta Mi manchi di Fausto Leali, Simone Fulciniti canta Il Clarinetto di Renzo Arbore, Emanuele Gamba canta Viceversa di Francesco Gabbani, Alessandro Guarducci canta Ancora di Edoardo De Crescenzo, Simone Lenzi canta Dimmi che non vuoi morire di Patty Pravo, Claudio Marmugi canta La Fotografia di Enzo Jannacci, Mario Menicagli e Leonardo Fiaschi cantano Brividi di Blanco e Mahmood, Giorgio Niccolai, Giacomo Niccolini Fabrizio Pucci cantano Si può dare di più di Morandi, Ruggeri e Tozzi, Claudia Pavoletti canta Dio come ti amo di Modugno/Cinquetti, Elina Pellegrini canta Maledetta Primavera di Loretta Goggi, Francesca Ricci canta Ma che freddo fa di Nada, Marco Voleri canta Perdere l’amore di Massimo Ranieri.

Presentatori della serata non potevano che essere il primo cittadino di Livorno, Luca Salvetti, coadiuvato dalla vice sindaca Libera Camici; special guest i Gary Baldi Bros; parteciperanno l’Orchestra del Teatro Goldoni, il Coro Springtime ed il Coro Monday Girls; direttore del coro Cristiano Grasso, che salirà anche sul podio del Goldoni insieme a David D’Alesio e Stefano Brondi.

ALESSANDRO VERDOLINI