SPORT & MEDICINA. IL BITE DENTALE: L’IMPORTANZA E GLI EFFETTI NELL’ATTIVITA’ SPORTIVA

Una branca che negli ultimi anni ha riscosso molto successo in ambito sportivo è la gnatologia, un settore della medicina afferente all’odontoiatria che si occupa dello studio e della cura di tutte le patologie a carico degli organi responsabili della masticazione e delle relative funzioni, essa coinvolge più figure professionali: l’odontoiatra, il fisioterapista e l’ortopedico.

Da un punto di vista scientifico, a lungo negli ultimi anni ci si è dedicati sulla possibile relazione tra occlusione, postura e performance sportiva. Da una accurata valutazione degli studi condotti a riguardo, si è reso evidente come una malocclusione dentaria possa ripercuotersi in senso discendente su postura e, di conseguenza, su gesto atletico. Questa relazione può essere spiegata in modo chiaro ed esaustivo: durante una gara la tensione e lo stress dell’atleta scatenano fisiologici adattamenti a carico del sistema nervoso con il rilascio di ormoni come cortisolo, adrenalina e noradrenalina.

L’effetto dell’adrenalina, in particolare, è quello di preparare il corpo umano ad una situazione di allarme, di “attacco o fuga”. In questa circostanza l’atleta serra inconsciamente i denti, causando così inevitabili ripercussioni sull’articolazione temporo mandibolare, (tensioni) sui muscoli mascellari e sui muscoli del collo. A tal proposito nel medio-lungo termine si possono presentare tensioni e dolori miofasciali importanti, interferendo, quindi, con i muscoli dello stretto toracico superiore e causando una serie di scompensi posturali. A seguito di ciò l’atleta risulta notevolmente più esposto a disturbi dell’apparato muscolo scheletrico, con incremento del numero degli infortuni e conseguente compromissione delle prestazioni. È in questo scenario che, dopo un’accurata visita da parte dell’odontoiatra e/o dell’ortopedico e/o del fisioterapista, il bite potrebbe essere d’aiuto per:

– prevenzione traumi diretti e indiretti;

– migliore ossigenazione.

I denti sono in posizione di riposo fisiologico, la mandibola è rilassata e protrudendo in avanti “apre” le vie respiratorie consentendo una maggiore ossigenazione con un miglioramento degli scambi gassosi (fondamentale per uno sportivo);

-miglioramento della prestazione muscolare (annullate forze che non producono lavoro utile);

– diminuzione della tensione sui muscoli mascellari, muscoli del collo e, in modo discendente, del core. Ciò favorisce le rotazioni e le flesso-estensioni fondamentali con un miglioramento della performance;

– aumento della resistenza;

– riduzione del cortisolo del 50% (ormone dello stress) dopo e durante l’attività fisica in atleti che effettuano un lavoro di resistenza. Oltre all’utilizzo del bite e al costante monitoraggio da parte dell’odontoiatra, sarà il fisioterapista a valutare l’assetto posturale, intervenendo con tecniche manuali e posturali per migliorare l’aspetto biomeccanico, muscolare e strutturale.

Laddove si verifichino infortuni di natura muscolo-scheletrica sarà importante una corretta valutazione ortopedica per pianificare una strategia terapeutica.

Il fisioterapista con trattamenti miofasciali potrà diminuire la tensione dei muscoli masticatori e dare sollievo all’articolazione temporo mandibolare. Riequilibrando i muscoli mascellari si avranno inevitabilmente benefici su altri distretti muscolo scheletrici. Tutto questo è fondamentale per evitare che una parte cospicua di energia vada impropriamente utilizzata. In questo modo si avrà un guadagno sostanziale sulla performance.

 

Andrea Pacifici, DDS, PhD

Odontoiatra e Dottore di Ricerca in malattie dello scheletro Testa – Collo