Sergio Rubini, “I fratelli De Filippo” avrà un sequel

“L’idea del progetto iniziale è raccontare la storia di Eduardo, Titina e Peppino fino allo scioglimento del trio”, anticipa Sergio Rubini al Giffoni Film Festival 2022

Dopo il primo film del 2020, Sergio Rubini tornerà a raccontare la storia dei fratelli De Filippo. Lo ha annunciato lo stesso regista, ospite il 27 Luglio al Giffoni Film Festival 2022, “L’idea è portare avanti il racconto fino allo scioglimento del trio. Stiamo solo aspettando che il produttore ci dica quando possiamo tornare sul set”.

fratelli de Filippo Sergio Rubini

Nell’attesa non resta certo con le mani in mano: prossimamente, infatti, lo vedremo recitare nel primo film da regista di Micaela Ramazzotti, titolo Felicità, poi diretto da Stefano Cipani in “Educazione fisica” (sceneggiatura dei fratelli d’Innocenzo). E lavora anche al suo nuovo film da regista e alla prima serie tv dietro la macchina da presa.

Una grande prolificità, che ha una sola, radicata matrice: fare cinema, raccontare storie per Rubini vuol dire avere una missione, coltivare un sogno; “Senza sogni non sappiamo dove andare. I sogni ci permettono di costruire il futuro, senza sogni rischiamo di rimanere intrappolati in un presente costante che ci trova perennemente insoddisfatti”.

Sergio Rubini

In questo momento, aggiunge: “Sono felice ma pieno di dubbi, pieno di grandi punti di domanda. Da 25 anni vado in analisi credendo di poter aggiustare delle cose, ma con scarsissimi risultati. Certe cose, forse, non potrò mai aggiustarle davvero (…) Instabile? Forse. Credo che questa instabilità venga dal fatto di essere un artista”.

E rilancia con una citazione attinta dalla musica d’autore, quel territorio di confine che va da Bruno Lauzi ad Adriano Celentano: “Una volta una signora chiese a Bruno Lauzi, dopo aver assistito a un suo concerto, perché le sue canzoni fossero tutte tristi. E lui rispose: Perché quando sono felice escoEcco, io sono un artista ed esco molto poco”.

Esce di rado, ma al potere delle parole, in compenso, Rubini ci crede ancora moltissimo: “Oggi siamo abituati a rimangiarcele con grande facilità, ma le parole sono un impegno che prendiamo con noi stessi e con gli altri. Le parole sono pietre, non slogan”. E a proposito di parole, riflette infine sul concetto di “trasformazione”: “Non è vero che siamo in un periodo di transizione. Il mondo si è già trasformato, ma noi non siamo in grado di vivere dentro questa trasformazione”.