Mi Casa es tu Casa: Malgioglio su Rai2 tra autoironia e memoria

Ieri sera su Rai 2 è andato in onda “Mi Casa es tu Casa”, la prima puntata del nuovo programma di Cristiano Malgioglio. Ospite Heather Parisi. Ho guardato con attenzione i dettagli di questa trasmissione che io considero (da esperto, permettermi) un modo nuovo di parlare del passato mischiato al presente.

Non è semplice fare un tuffo nel passato, nella memoria storica della televisione, senza rischiare di essere troppo antologici e quindi troppo narrativi. Invece Malgioglio in questo caso incarna perfettamente un Paolo Limiti dei giorni nostri, di cui riesce a smorzare la parte più istituzionale del celebre giornalista, grazie a un’autoironia che non eccede mai.

Le immagini che scorrono, veri cimeli della nostra tv che fu, vengono proposte sapientemente con dosaggio, prendendone le parti più cruciali ma anche quelle più rappresentative. Ecco perchè anche l’ospite, in questo caso la Parisi, viene fuori come una donna sensibile, unica, mai noiosa e per nulla esagerata… anche quando abilmente si sottrae alle domande scomode del conduttore. Tutto in un ambiente a tutti famigliare: la casa.

Malgioglio propone al pubblico una pagina televisiva piacevole, pulita, pur con un pizzico di malizia ma sempre seguendo il filone che lo contraddistingue con pungente ironia (molto spesso su se stesso) ma anche commovente nel ricordare molti artisti che lui e la Parisi hanno avuto a fianco nel loro cammino artistico senza mai essere melenso.

Pippo Baudo, Milva, Corrado, Sandra e Raimondo, Mina, Gigi Proietti, Lino Banfi… per finire a due ritratti di signora che hanno mostrato la fragilità di Malgioglio e Parisi, piene di dolore e ricordi, ma sempre con grande rispetto per il pubblico e per questi due grandi volti che hanno fatto la storia del piccolo schermo.

Raffaella Carrà, scomparsa da poco tempo, ricordata da entrambi con affetto, stima e rispetto per un talento e una umanità inconfondibili. E poi lei, Stefania Rotolo, raccontata con molta sofferenza, ma con una metodica autoriale che ha permesso anche a chi non aveva mai avuto modo di conoscerla, in pochi minuti di farsi un’idea della grande artista che era.

La Parisi racconta anche le ultime ore di vita della Rotolo, distrutta da un male incurabile, che nonostante la drammaticità nelle sue parole (come i momenti di sofferenza in ospedale) consente di comprendere quanto la ballerina fosse una donna forte, guerriera, che fino all’ultimo ha dato il meglio di se.

L’ingresso poi della figlia di Stefania Rotolo, Jasmine, non è stato per nulla commemorativo, ma incontro di intensa emozione per raccontare una madre, un’amica, una collega, una compagna di avventure dei tre che ha restituito (e meno male) la capacità di proporre al pubblico il ricordo della ballerina fuori dai soliti cliché strappalacrime.

“Mi Casa es Tu Casa” nonostante parli del passato, è un programma nuovo, mai stancante, che invoglia il telespettatore a restare incollato al teleschermo in attesa di conoscere quei piccoli aneddoti di chi la tv ha contribuito a farla diventare grande, e che ancora non si conoscevano.

Un ottimo modo per parlare anche ai giovani, che seguono Malgioglio, distraendoli almeno per un paio d’oro dal trash e dai contenuti sempre più volgari e diseducativi a cui i programmi di oggi si ispirano. La trasmissione, prodotta da Ballandi, che conta anche la firma di due autori oggi fra i più in gamba in ascesa, Luigi Miliucci e Tommaso Martinelli, è un vero e proprio prontuario della tv che ha grandissime prospettive di crescita. Un format paradossalmente semplice ma nuovo, ideato e guidato dal capo progetto Dimitri Cocciuti. E tutto il resto del gruppo autoriale formato dallo stesso Cristiano Malgioglio, Mario Paloschi (anche produttore di Ballandi) ed Emanuele Giovannini. Un plauso anche al produttore esecutivo, Luca Catalano, che ha sapientemente diretto la squadra.

 ANDREA IANNUZZI

 

Per guardare la puntata su Rai2: https://www.raiplay.it/video/2022/12/Mi-casa-es-tu-casa—Puntata-del-07122022-f2622632-ca5e-492c-be5b-577042bb7ac1.html

Andrea Iannuzzi

Andrea Iannuzzi, giornalista dal marzo del 2000, ma con radici nella radiofonia che nascono nel 1989, esperto di tv e spettacolo, con un passato anche nella moda come fotografo. E’ stato capo progetto e direttore artistico di varie trasmissioni televisive, e direttore di alcuni fra i più importanti giornali e magazine nazionali italiani. Ufficio stampa e responsabile della comunicazione di diverse realtà tra tv e spettacolo, Iannuzzi mastica il filone dei reality show, dei talent show e dei programmi di intrattenimento, approfondimento e informazione. Grande appassionato di politica italiana.