L’intervista a PIF. Il premio Troisi di MareFestival di Salina

Stai per tornare con “Il Testimone” su Sky Documentaries. Sono passati quasi 16 anni da quando con una piccola telecamera facevi quelle domande che tutti forse avrebbe voluto fare con naturalezza e semplicità, inventando un format nuovo. Cosa diresti al Pif di ieri? 

Al Pif di ieri darei una pacca sulla spalla, lo so che non ci si loda da soli ma gli direi bravo.

“Il Testimone” è partito in modo semplice, facevo il montaggio di ciò che realizzavo con un programma basic e lo facevo in cucina, pochi mezzi, poca attrezzatura e tanta voglia di raccontare. Oggi il programma approda su Sky Documentaries direi che di strada ne ha fatta e che di credibilità se ne è conquistata. Credo di essere stato coraggioso, all’epoca lasciai “Le Iene” programma di successo, per avventurarmi col mio format che solo anno dopo anno si è guadagnato il suo pubblico.

 

Credi che la narrazione mediatica sia stata ormai consegnata dalla tv ai social? O la tv può fare ancora differenza? 

Continuo a pensare che molti social mangiucchiano dalla televisione e non il contrario. La Tv resta uno squalo, i social i pesci piccoli. Basti pensare lo share di programmi come Sanremo o di fiction come Don Matteo. La televisione non è morta.

“Il Testimone” ha vita lunga, nasce in TV, ma ha una fruizione anche social quindi moderna.

Ho fatto una cosa moderna e la cosa mi stupisce … mi son sempre sentito ” vecchio dentro” da ragazzo io ascoltavano Adriano Celentano mentre i miei amici andavano a ballare.

Penso di essere stato un precursore di questa nuova generazione di youtubers: computer, telecamera e sicuramente la possibilità di partire, di viaggiare per raccontare.

 

Sei diventato da poco papà. E se tua figlia avesse ereditato da te la tua stessa passione giornalistica? Ti stai preparando a rispondere con la stessa spontaneità alle domande anche scomode che tutti i genitori prima o poi ricevono?

Ne abbiamo parlato proprio oggi con la mia compagna, io vorrei che lei facesse il mio lavoro, stimoli e passione per ciò che faccio di sicuro non le mancheranno, la mamma invece pensa che dovrà fare qualsiasi cosa la renda felice.

Riguardo le domande scomode che arriveranno, non saprei proprio, non ci voglio ancora pensare, questa è una nuova generazione, cercherò di sforzarmi per parlare il loro linguaggio. E comunque io sono più bravo a fare le domande che a dare risposte.

Però se c’è una cosa a cui ho già pensato è che sicuramente le farò intraprendere la strada della clausura, ovviamente le lascerei la facoltà di scegliere il convento. Si scherza eh!

 

MareFestival è alla sua decima edizione, a te il riconoscimento in ricordo di Massimo Troisi.

La motivazione, ovviamente la tua professionalità trasversale.

“Artista profondo, autore brillante, talento unico di cinema e TV, nei libri, in teatro e alla radio 

Il tuo impegno contro la mafia è la punta di un iceberg intriso di intelletto, passione e originalità”

Cosa altro posso dire se non esprimere la mia profonda commozione? Il premio è intitolato ad un punto fermo del cinema italiano e del teatro, Troisi è un grande.

L’emozione è tanta la cornice di per sé suggestiva, siamo a Salina qui aleggia la leggenda del Postino.

Questo riconoscimento mi riempie anche di tanta responsabilità, in un certo senso non potrò fare più cretinate, e poi è anche il mio primo premio in versione famigliare e questo ha un aspetto decisamente unico.

Teresa Gargiulo

Teresa Gargiulo, giornalista iscritta all’Ordine del Lazio. Salernitana di origini, romana di adozione. La sua formazione nasce all'interno di testate giornalistiche nazionali e si perfeziona con studi specifici in scienze politiche e in comunicazione. Appassionata di viaggi, lifestyle e pubbliche relazioni.