“DEFINISCI BAMBINO”: Gli orrori della guerra visti dagli occhi dei piccoli palestinesi
«Definisci bambino» dà il titolo alla mostra fotografica dell’artista palestinese Sabrina Mukarker – curata da Stefania Pieralice con la presentazione critica di Daniele Radini Tedeschi. La rassegna sarà inaugurata a Roma il 20 Ottobre alle ore 18.00 per proseguire fino al 20 Novembre, nello Spazio Culturale Start che ospita esclusivamente progetti di finalità sociale (oltre a residenze d’artista) affermandosi nel panorama romano come recente centro di ricerca e nuovi linguaggi orientati all’inclusione, all’identità e al concetto di “margine”, inteso come luogo di resistenza e innovazione. Sarà presente Benedetta Paravia, Vice Presidente di A.N.G.E.L.S – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà aps, che dal 2008 cura in Italia bimbi malati provenienti da Gaza in coordinamento con a Farnesina e con le Autorità israeliane e che ha organizzato l’arrivo in Italia della famiglia di una propria assistita, ora rifugiati politici in Italia da maggio 2025.
“Definisci bambino” è una frase inaccettabile – presa a prestito dalla cronaca dei tempi attuali- perché un bambino non si può definire ma soltanto proteggere.
Otto scatti esposti, di valore simbolico, insegnano a sognare nelle grandi prigioni, come sanno fare i bambini –qui di origini palestinesi. Otto foto colme di innocenza e meraviglia che spesso ritraggono i fanciulli davanti alla barriera di separazione israeliana (ossia il muro costruito da Israele in Cisgiordania, a partire dal 2002, inteso dallo Stato di Israele come mezzo di difesa dal terrorismo e sentito dai palestinesi come strumento di segregazione razziale).
“We don’t know borders” ritrae un fanciullo nell’atto di indicare un aquilone disegnato proprio sulla barriera di separazione, quell’aquilone lo porterà oltre i confini.

“Jerusalem, a shadow” rappresenta il sogno di un bimbo che vola, tanto che documenta una creatura aggrappata a cinque palloncini rossi, nell’atto di guardare in alto, per superare con quei palloncini il muro d’isolamento.
In un’altra foto è colta la piccola palestinese della comunità di Masafer Yatta che dorme placidamente in una grotta, dove i mezzi di sostentamento sono ridotti a zero; l’infante, privata della propria abitazione ormai bombardata, offre un esempio di resistenza agli orrori di ogni guerra.
Nel percorso espositivo c’è pure chi non può immaginare più, perché vittima della guerra. Lui è Mohammad Rizeq Salah, tredicenne colpito alla spina dorsale, il 22 Febbraio 2022, da un cecchino. Dopo aver perso una grande quantità di sangue, i soldati lo hanno svestito gettando il corpo dalla cima del muro di separazione. Il giorno seguente la salma è stata avvolta in un sacco di plastica, davanti agli occhi della famiglia che continua a riservargli un posto a tavola e ad aspettarlo di ritorno da scuola. La foto “Our friend Martyr” ritrae la classe di Mohammad, i suoi amichetti seduti ognuno dinanzi al proprio banco; un posto in prima fila, solo apparentemente vuoto, è per lui, raffigurato nella composizione attraverso un fotomontaggio.
“La mostra – afferma la curatrice Stefania Pieralice – anche ora che finalmente è stato firmato l’accordo di pace con il ritiro dell’occupazione israeliana e lo scambio di prigionieri, non perde il suo principale significato di essere un monito atemporale per tutti i popoli, secondo cui il diritto alla vita rimane alla base di ogni civiltà, un diritto naturale inalienabile che trascende ogni interesse politico, ogni nazionalismo, senza distinzione tra i figli della vita e quelli della morte“.
Ad accompagnare il percorso espositivo la voce narrante dell’artista, in sottofondo, che condividerà con il pubblico una intensa testimonianza sul periodo della guerra.
L’ultimo giorno di esposizione, il 20 Novembre sarà la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e nello spazio culturale si terrà, alle ore 18.00, un incontro per ribadire l’importanza della tutela dei diritti dei minori di tutto il mondo alla presenza del Dott. Roberto Cetera, giornalista e corrispondente per il Medio Oriente per il quotidiano della Santa Sede “L’Osservatore Romano” e per Vatican News Radio Vaticana con sede a Gerusalemme; Avv.to Alfredo Cirillo, cassazionista e Presidente dell’Associazione La Famiglia nel Diritto e nella Società; Mons. Lorenzo Spezia, Direttore Istituto Teologico di Assisi, Dott. Daniele Radini Tedeschi critico e storico dell’arte. La rassegna è inserita nel programma delle iniziative svolte sotto Rome Art Week.
“DEFINISCI BAMBINO”
Periodo espositivo: 20 Ottobre – 20 Novembre 2025
Inaugurazione: 20 Ottobre ore 18.00
Sede: Start, via Giuseppe Balzaretto 210, 00163 Roma
Orari di visita: Lun./Ven. ore 10-19 (aperto sabato 25)
Ingresso libero