“Ci vorrebbe un’ app”. Il nuovo singolo di Margot

Margot Ferrari è una delle più fresche e originali novità dello spettacolo di questo 2022. Ballerina,
attrice di teatro, showgirl, ogni giorno su Tik Tok e Bigo Live (dove ha oltre 40 mila followers) e da
qualche mese anche cantante, Margot ha lanciato la canzone Ci vorrebbe un’app.
Come racconta con il videoclip che la vede protagonista, la canzone esprime un’ironica possibilità
alternativa per una relazione amorosa che fatica a trovare uno slancio emotivo sul piano della
comunicazione. Una ragazza non si capisce col suo fidanzato e, così, pensa al suo uomo ideale, che
dovrebbe essere proprio come un’app: disponibile e attento alle sue esigenze.
Persino il cuore della ragazza si trasforma in quello delle emoticons che siamo abituati a leggere e
interpretare nelle nostre chat.
Abbiamo intervistato Margot e ci ha parlato di questa canzone e del suo rapporto col pubblico.
Ci vorrebbe un’app cosa rappresenta per te?
Un punto di partenza bellissimo che mi permette di esprimermi in un certo modo ma non esaurisce
ciò che posso dare al pubblico. È una canzone allegra, spensierata e anche vera, ahimè, per certe
cose che racconta. Siamo ormai davvero schiavi di questa comunicazione sempre più social e poco
sociale. Ci abbiamo giocato, ma come sempre nello scherzo qualcosa di reale c’è.
Che sensazioni ti sta regalando questo brano?
Mi sto divertendo molto. È la prima volta che mi metto in gioco in prima persona con un brano
cantato da me. Sto scoprendo un mondo che fino ad ora avevo sempre solo immaginato e sperato di
attraversare. Stanno arrivando tante soddisfazioni; si parla anche di progetti futuri. Sono davvero
felice!
Ci sono quindi già altre novità in arrivo?
Tra qualche settimana arriverà un inedito che è piaciuto molto a chi lo ha ascoltato in anteprima. In
realtà, forse si tratterà di un progetto anche più ampio; per questo stiamo aspettando a lanciarlo.
Intanto il 19 sarò impegnata a teatro, che è l’altra mia grande passione da sempre.
Per te lo spettacolo è più un modo per raccontare te stessa o per esprimerti in ruoli lontani da
te?
Il pubblico mi vede per quello che sono. Anche sui social faccio diverse live e la gente che mi
conosce sa che sono proprio come mi presento. Lo spettacolo, certo, è anche apparenza, ma
proporsi in un modo completamente diverso da quello che siamo non credo che paghi. Non
dobbiamo piacere a tutti. Quelli a cui non piaccio seguiranno altri artisti e io me ne farò una
ragione. I social sono pieni di commenti: bisogna prendere quelli positivi…
C’è stato qualche fan che, ascoltandoti per la prima con Ci vorrebbe un’app, ha saputo cogliere
qualcosa in particolare di te?
Più di una persona mi ha fatto notare che questo brano, nella musicalità, nello stile e nel ritmo
rispecchia molto il modo con cui mi sono presentata nelle live sui social. Hanno sottolineato di aver
compreso che sono sincera e questo mi sembra il migliore degli apprezzamenti che si possano avere
da persone sconosciute. Sono talmente onesta che non riesco nemmeno a mettere la canzone nelle
mie live e cantare in playback: se devo cantare lo faccio veramente!
Cosa trai da questo parallelismo che hai cantato tra un’app e il fidanzato?
Per scaricare un’app pesante ci vuole sempre più tempo ma ci occupa tanta memoria nel telefono.
Per trovare la persona giusta si impiega una vita, talvolta, ma rimane nella nostra memoria per
sempre con tutti i ricordi legati a lei. Il problema è che la persona giusta non esiste per nessuno,
credo, a meno che non si scenda a qualche compromesso inevitabile. L’app adatta a noi, invece, c’è
sempre, ma è un’illusione.
Ci vorrebbe un’app solo nella situazione sentimentale o nella vita?
No, qui parliamo sempre e solamente della vita amorosa. Abbiamo voluto, con Scognamiglio che
l’ha scritta, giocare su questo. Chiaramente è una provocazione: puoi avere tutta la disponibilità del
mondo da un’app ma se non c’è l’emozione vera. Il cuore delle emoticons può solo colorarsi ma non
pulserà mai!

Teresa Gargiulo

Teresa Gargiulo, giornalista iscritta all’Ordine del Lazio. Salernitana di origini, romana di adozione. La sua formazione nasce all'interno di testate giornalistiche nazionali e si perfeziona con studi specifici in scienze politiche e in comunicazione. Appassionata di viaggi, lifestyle e pubbliche relazioni.