Daniele De Stefano in arte Deste: sono l’Etai Drori italiano

L’Italia ha trovato il suo Etai Drori: si chiama Daniele De Stefano, ha 28 anni e vive a Gallarate.

Da sempre creativo e fantasioso, empatico e socievole, Deste (questo il suo nome d’arte sui social) ha scoperto l’arte del Decon-Recon durante il lockdown duro di Marzo 2020, e destrutturando stoffe, foulard e borse luxury ha dato vita a mascherine di grande impatto ed eleganza che hanno conquistato, in meno di un anno, influencer, modelle e personaggi televisivi tout-court.

Daniele De Stefano
Daniele De Stefano

Nell’officina creativa di Deste, però, è possibile trovare anche oggetti di arredamento, scarpe e giacche, come quelle che hanno conquistato Tano Sosa, meglio noto come manager di SferaEbbasta: “Mi ha contattato su Instagram dopo aver visto i miei lavori. Mi ha chiesto di fargli una giacca e delle scarpe”, racconta Daniele, “Io ho rilanciato, chiedendo di creare delle scarpe, pezzo unico, anche per Sfera, e lui ha accettato”.

Come il suo omologo internazionale Drori (che oggi “veste” con le sue creazioni gran parte della scena urban statunitense e che ha regalato ai nostri Ferragnez dei pezzi d’arredamento per la loro casa milanese), anche Deste ha un cassetto pieno di sogni da realizzare: “Mi piacerebbe creare qualcosa per Luchè”, confida, “Sarebbe quasi un modo per ringraziarlo. Le sue canzoni mi hanno aiutato tantissimo nei miei momenti più difficili”. E non sembra volersi arrendere, quando gli chiedo di quella volta che ha “sfiorato” Guè: “Abbiamo degli amici in comune. Stavo lavorando a delle scarpe per loro, così gli ho chiesto di fare il mio nome anche a lui. Poi il progetto è saltato, ma almeno un primo contatto c’è stato, quindi mai dire mai”.

Daniele De Stefano
Daniele De Stefano

Cos’è che lega Deste ai suoi miti? Forse il fatto che anche lui si è “fatto da solo”, senza poter contare sul particolare appoggio di qualcuno: “Prima non mi conosceva nessuno. Oggi mi gratifica che, quando mi incontrano per strada, le persone sanno esattamente quello che faccio. Un obiettivo? Indubbiamente che il mio marchio diventi sempre più importante”. E conclude con un appello, tra il serio e il faceto, a Mark Zuckerberg: “Spero di ottenere presto la verifica su Instagram”, sorride, “La sto menando a tutti con questa storia della spunta blu. Quando la otterrò, farò una festa”.

Riccardo Manfredelli