Giornata infanzia, Telefono Azzurro: situazione grave, puntare su ascolto

 

 

Dal 1987 al 2020 sono stati 80.977 i casi gestiti dalla telefonica 19696, attiva 24 ore su 24, dedicata a fornire supporto e aiuto,
all’interno di uno spazio di consulenza di tipo psicopedagogico

Presidente Caffo: non servono cerimonie ma impegni per dare risposte concrete.

Effetti pandemia su fragilità sistema famiglie e reti sociali e sanitarie

Roma, 20 novembre – “Non servono cerimonie ma impegni per dare risposte concrete. Risposte a questioni spesso drammatiche, che coinvolgono milioni di bambini in tutto il mondo, per far sì che questa Giornata internazionale sui diritti dell’infanzia possa essere un passo avanti, affinché i più piccoli non siano abbandonati ma siano al centro dell’attenzione dei prossimi anni”. È la road-map tracciata dal presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, che in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza delinea un quadro aggiornato sulle condizioni dei bambini e indica una rotta da seguire per poter fornire loro sostegno e strumenti adeguati, anche per governare i nuovi stimoli forniti dal mondo digitale.

La mission. “Anche nel nostro Paese la situazione dell’infanzia è particolarmente grave, pure a causa degli effetti che la pandemia ha determinato sulla fragilità del sistema delle famiglie e delle reti sociali e sanitarie. È opportuno fare molta attenzione con interventi di rete, adeguati, soprattutto su certe fasce d’età, in particolare quella dei bambini molto piccoli e dell’adolescenza, L’ascolto – puntualizza – diventa centrale. E anche sulla base dei dati in aumento delle chiamate e delle richieste d’aiuto ci siamo resi conto che c’è bisogno di costruire sempre più strumenti preventivi, formando gli adulti, i genitori e gli insegnanti, a cogliere i segnali del disagio dei ragazzi, cercando anche di sviluppare delle reti di intervento a medio e lungo termine che possano essere adeguate agli obiettivi”.

Questa non è una Giornata di cerimonie ma una Giornata di impegno. Impegno che deve essere tradotto in azioni, interventi concreti, anche sulle fasce più deboli, quelle che sono vittime di abusi e di violenze, tema spesso dimenticato e nascosto. E bisogna confrontarsi con il grande tema, in aumento, del lavoro minorile e di tutte le situazioni nelle quali la povertà distrugge i potenziali di sviluppo dei bambini e della rete sociale attorno a loro. Occorre – rimarca – che in questo ambito istituzioni, società civile, volontariato e terzo settore, oltre a imprese, possano lavorare insieme per costruire percorsi sempre più condivisi di azioni e di intervento”.

“Il tema è anche quello di guardare tutti questi scenari in termini di prospettiva internazionale, quello che fa Telefono Azzurro, cercando di acquisire competenze sempre maggiori e di condividere le proprie esperienze avanzate nell’ambito di questi settori”, conclude.

I numeri. Prevenzione e ascolto, innanzitutto, gli strumenti con cui affrontare la battaglia per tutelare i diritti dei bambini che vivono situazioni di abuso e disagio. Un’azione che Telefono Azzurro porta avanti dal 1987, sempre al fianco di bimbi e adolescenti al telefono, sul web, in chat, a scuola, sul territorio, gestendo – dalla sua nascita fino al 2020 -, 80.977 casi con la Linea di ascolto 19696, 25.920 casi – dal 2003 – con la Linea 114 Emergenza Infanzia.

Nel 2021, grazie all’attività del 114 dell’19696, sono stati 508 i minori aiutati, 486 i casi gestiti e 207 le agenzie/autorità interessate.

Highlights 114

“Abuso sessuale offline”: 169 minori coinvolti: +22% rispetto al 2020. 39.9% (0-10AA), 32% adolescenti (15-17AA) e 23.5% preadolescenti (11-14AA); 178 motivazioni dell’area in 146 casi, +40% rispetto al 2020; 86 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio; 49% dei casi tra le mura domestiche, nel 41% i presunti responsabili sono i genitori dei minori vittime.

“Abuso sessuale online”: 157 minori coinvolti: triplicati rispetto al 2020. 4 su 10 preadolescenti
(11-14AA), 37% adolescenti (15-17AA) e 17% (0-10AA); 220 motivazioni dell’area in 164 casi, più che raddoppiati rispetto al 2020; 58 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio; 67% dei presunti responsabili sono estranei ai minori vittime.

Highlights 19696

“Abuso sessuale offline”: 124 minori coinvolti, +28% rispetto al 2020. 39% adolescenti (15-17AA), 33% preadolescenti (11-14AA) e 20% (0-10AA); 127 motivazioni dell’area in 116 casi; 58 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio; 51% dei casi tra le mura domestiche, nel 49.5% i presunti responsabili sono genitori dei minori vittime.

“Abuso sessuale online”: 77 minori coinvolti (abuso online). 4 su 10 preadolescenti (11-14AA), 47% adolescenti (15-17AA) e 5% (0-10AA); 86 motivazioni dell’area in 74 casi; 13 segnalazioni ai Servizi/Autorità del Territorio.

Telefono Azzurro. Telefono Azzurro nasce nel 1987 a Bologna per poter dare una risposta concreta al “diritto all’ascolto” riconosciuto al bambino dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia firmata dalle Nazioni Unite. Da 34 anni, è punto di riferimento per bambini e adolescenti in difficoltà, in prima linea nella difesa e promozione di una cultura che rispetti e valorizzi le loro potenzialità. Al telefono, in chat e sul territorio, Telefono Azzurro è ascolto, intervento e prevenzione, e si evolve costantemente per rispondere ai nuovi bisogni di bambini e ragazzi. Oggi è anche una realtà di riferimento digital, che interagisce con bambini e ragazzi sui social e affronta con loro le tante e nuove situazioni critiche che vengono dal mondo online: prevaricazioni online, cyberbullismo, sexting e sextortion, adescamento online, violazioni della privacy, game e gambling online e furti di identità. Una vera e propria piattaforma integrata – telefono, web, social media, app, centri territoriali, gruppi locali di volontari – per rispondere all’esigenza delle nuove generazioni di essere pienamente cittadini digitali. Un approccio multi-canale per affrontare abusi e disagi, vecchi e nuovi.

Erika Ciancio

Erika Ciancio, giornalista iscritta all’Ordine del Lazio. Inizia la sua carriera presso giornali nazionali di cronaca e politica, specializzandosi nei rapporti di pubbliche relazioni con la stampa per personaggi pubblici, anche del mondo dello spettacolo, professionisti e politici nazionali. Esperta in strategie di comunicazione social, punto di riferimento per molti personaggi nei “piazzamenti” televisivi nazionali, radio, e giornali.