“DETTO FATTO” SU RAI DUE CHIUDE PER SALVARE L’AD FABRIZIO SALINI

Tanto tuonò che piovve. Alla fine “Detto Fatto” è stato sacrificato in virtù di una fine annunciata che in molti dimenticano o fanno finta di dimenticare. Carlo Freccero, il direttore più di sinistra che la Tv di Stato abbia messo al timone di comando negli ultimi anni, non appena occupata la poltrona del vertice di Rai 2 lo aveva palesato senza troppi giri di parole.

“Detto Fatto” chiuderà. Il programma, si dirà, non era gradito al potente direttore. Ma tutti sapevano che era una mossa per tirare fuori i muscoli e imporre alla rete un atteggiamento remissivo. D’altronde erano due gli obbiettivi di Freccero! Stroncare Guardì nel weekend, chiudendo lo storico “Mezzogiorno in Famiglia” per far posto a Simona Ventura. In questo caso la volontà di Freccero fu rispettata. In quella fascia oraria venne dato spazio a un programma sullo sport, una specie di riciclo di “Quelli che il Calcio” (e il timone alla conduttrice piemontese) che ottenne gli stessi ascolti di Tele Condominio, mettendo in imbarazzo il neo direttore.

Il secondo obbiettivo era chiudere il pomeridiano “Detto Fatto”, condotto da Bianca Guaccero, che però si salvò miracolosamente dal riassetto del palinsesto poiché la stagione Freccero nel 2019 durò da Natale a Santo Stefano. Non ci fu il tempo, insomma.

Ora. Arrivando ai giorni nostri, davvero c’è qualcuno che credere alla storiella del tutorial sexy proposto da “Detto Fatto” come motivo per mandare Guaccero e compagni a casa senza tanti complimenti? Va bene che oggigiorno la girandola dell’ipocrisia ruota come le montagne russe, però dai volti famosi dell’informazione e della politica certi discorsi di finto moralismo fanno ridere. O rabbrividire a seconda del caso.

Chiunque sa che il mandato di Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai in quota 5 Stelle, era appeso a un filo. Di rimpasto della tv pubblica si parlava da tempo, con il Pd assetato di più poltrone di comando e la Lega e Forza Italia piuttosto irritati da una Rai 2 diretta da Ludovico Di Meo (Fratelli D’Italia), benché molto vicino a Salini, ma per loro troppo “melonizzata”.

Ad agitare le acque ci ha pensato il Premier Giuseppe Conte: “Non confermo le dimissioni di Salini, credo stia facendo bene“, ha rivelato il Presidente a Lilli Gruber su La7. Sta qui il perchè di quanto accaduto. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri (da cui dipende il braccio politico del Governo sulla Rai) aveva fatto intendere che la gestione di Salini era al capolinea. Facendo felici così Zingaretti e soci, che l’Ad della tv pubblica non lo hanno mai digerito.

Ecco perchè le parole di Conte hanno rimesso in moto il meccanismo di sopravvivenza di Salini, che ha visto servita su un piatto d’oro la legittimazione della sua “salvezza” nel finto scandalo del programma di Rai 2. L’unica trasmissione sacrificabile perchè senza nessun interesse né politico né economico.

Il caso tutorial sexy a “Detto Fatto” è stato funzionale all’Ad Rai per creare burrasca, gli ha fatto gioco per salvare la poltrona. Dopo l’assist di Conte, era necessaria una bomba che lo riproponesse come figura determinata e autorevole, così da evitare l’allineamento dalla scrivania numero uno della Tv di Stato.

Purtroppo in questa lotta di potere, che secondo i ben informati permetterà a Salini di restare in carica ancora qualche mese ma nulla più, ci rimette solo il programma. “Se intervisti il figlio di Riina non succede nulla, se mandi uno sketch ridicolo e sbagliato ti chiudono”: queste contraddizioni vivono in Rai fin dai tempi della gestione del Penta Partito nella Prima Repubblica. Altro che “Giù le mani della politica dalla Rai” come dicevano i grillini prima di assaporare il controllo assoluto su viale Mazzini.

Purtroppo Bianca Guaccero, la conduttrice, ha dalla sua un ottimo curriculum, ma nessun appoggio politico e nessuna raccomandazione. Troppo forte il gioco al massacro tra i partiti perchè Endemol, che produce il programma, si mettesse a fare un braccio di ferro  per riuscire a contrastare la mannaia di Salini. La trasmissione chiude, ma non la questione politica. Ancora una volta i penta stellati hanno mosso il Re per fare scacco matto. Incuranti di un particolare: la politica non è un film, non c’è sempre il lieto fine.

ANDREA IANNUZZI

 

Andrea Iannuzzi

Andrea Iannuzzi, giornalista dal marzo del 2000, ma con radici nella radiofonia che nascono nel 1989, esperto di tv e spettacolo, con un passato anche nella moda come fotografo. E’ stato capo progetto e direttore artistico di varie trasmissioni televisive, e direttore di alcuni fra i più importanti giornali e magazine nazionali italiani. Ufficio stampa e responsabile della comunicazione di diverse realtà tra tv e spettacolo, Iannuzzi mastica il filone dei reality show, dei talent show e dei programmi di intrattenimento, approfondimento e informazione. Grande appassionato di politica italiana.