IL GOVERNO CHIUDE LE DISCOTECHE: ENNESIMA BEFFA DI UN ESECUTIVO CHE NAVIGA A VISTA

Si dice che non c’è vento a favore o contro, per un marinaio che non sa dove andare. Calza a pennello questo proverbio per il Governo Conte, che da oggi chiude ufficialmente tutte le discoteche e impone l’uso della mascherina protettiva anti-contagio delle 18 del pomeriggio alle 6 della mattina.

La norma, che chiaramente è piuttosto bizzarra, dimostra come l’Esecutivo continui una caccia alle streghe nei confronti dei giovani, iniziata non appena terminato il lockdown a maggio. L’autorizzazione ad aprire i locali da ballo, per esempio, non è mai stata contenuta in nessun DPCM; il provvedimento è sempre stato preso su base regionale, dove i vari Governatori si sono assunti la responsabilità di andare contro il parere del Premier. Liguria e Sardegna in testa.

Tutto era filato per il liscio, fino a due settimane fa, quando improvvisamente, proprio in coincidenza con la pretesa (ottenuta) di Conte di prolungare lo stato di emergenza, in scadenza il 31 luglio e rinnovato al 31 ottobre, i contagi sono cominciati misteriosamente a risalire. Eppure nulla di quanto non fosse accaduto fino a quel momento, dal 4 maggio, era cambiato.

La debolezza del Partito Democratico, schiacciato nella morsa del ricatto elettorale da parte dei 5 Stelle, compresa quella di Matteo Renzi, che sembra attaccato alla propria politica degli annunci come un cane al suo osso (vedi il caso Bonafede, tanto rumore per nulla), si è palesata nuovamente in questa occasione. Che sia tutto parte di una precisa strategia politica, è inevitabile: il Centrodesta compatto fa paura, e ha numeri tali che se andassimo alle elezioni, non sarebbe così scontata la vittoria alle urne dei penta stellati. E nemmeno quella del PD, nonostante una notevole risalita nei sondaggi.

Chiudere le discoteche il giorno dopo Ferragosto è un po’ come prendere le pastiglie per il diabete dopo essersi mangiati una torta crema, panna e cioccolato. Figuriamoci poi l’ordinanza sulle mascherine: dalle 18 alle 6 del mattino il virus circola, secondo il Governo. Dalle 6 del mattino fino alle 18 invece no. Evidentemente è in riposo. Un po’ come i pipistrelli. D’altra parte non è da loro che questo Cov.Sars.2 sarebbe stato seminato?

In questi giorni, raccontano i dati (mai spiegati per davvero dalla Protezione Civile) di un aumento dei casi fuori dalla norma. Abbiamo saputo, per quel po’ che ci è stato concesso, che molti contagi sono stati portati dagli immigrati sbarcati in Italia. Ed è un dato di fatto. Abbiamo anche appreso che molti nostri connazionali in viaggio all’estero, sono tornati con un bel souvenir: il Covid 19. Assistiamo quotidianamente ad assembramenti selvaggi ovunque: sui mezzi pubblici (in tutta la Liguria è stato sospeso il distanziamento sociale), in spiaggia, nelle strade e nelle piazze un po’ ovunque.

Per il Governo, tuttavia, la responsabilità è solo delle discoteche. Per cui la chiusura, di 3 settimane, aiuterebbe la pandemia a ridursi. Staremo a vedere i numeri. E capiremo se dopo una serie di provvedimenti presi a casaccio, questa barca comincerà non più a navigare a vista, ma con stabilità.

ANDREA IANNUZZI

Andrea Iannuzzi

Andrea Iannuzzi, giornalista dal marzo del 2000, ma con radici nella radiofonia che nascono nel 1989, esperto di tv e spettacolo, con un passato anche nella moda come fotografo. E’ stato capo progetto e direttore artistico di varie trasmissioni televisive, e direttore di alcuni fra i più importanti giornali e magazine nazionali italiani. Ufficio stampa e responsabile della comunicazione di diverse realtà tra tv e spettacolo, Iannuzzi mastica il filone dei reality show, dei talent show e dei programmi di intrattenimento, approfondimento e informazione. Grande appassionato di politica italiana.