il Festival di Sanremo dice addio al Teatro Ariston: nel 2021 al via il Palafestival

Colpo di scena. Il Festival di Sanremo, nel 2021, saluterà il Teatro Ariston dopo 44 anni di sodalizio. Il passaggio dal celeberrimo Casinò all’imponente struttura in centro città avvenne nel 1977 a causa di alcuni lavori nel Salone delle Feste.

Sarà montata una gigantesca tenso struttura nell’area dell’ex stazione ferroviaria, e sarà non solo sede del Festival numero 71. Ma anche quella di un nuovo PalaFestival che, dopo anni di rinvii, prenderà forma. La necessità di questo trasferimento, secondo i ben informati, si rende necessaria per due motivi.

Innanzi tutto è da tempo che l’orchestra lamenta poco spazio sul palco dell’Ariston, in considerazione del fatto che la musica di nuova generazione prevede la presenza di un numero di strumenti in più rispetto al passato. Ma anche per un più agile movimento dei cantanti e degli ospiti, spesso sacrificati in perimetri piuttosto scarni.

Non a caso da una decina di anni, molte poltrone in platea vengono rimosse per dar sfogo alla scenografia, e per consentire il passaggio delle telecamere di ripresa, sempre più sofisticate ma anche bisognose di campo per potersi muovere.

Alle esigenze orchestrali poi si è palesata una questione burocratica. Il 2020 segna la fine della convenzione Rai – Comune di Sanremo, che verrà rinnovata al 100% per i prossimi anni. Ma c’è anche una questione spinosa che deve essere risolta.

Nella convenzione siglata verso la fine degli anni ’90, la Rai ha cominciato a versare parte dei soldi anche per la realizzazione di un Palafestival, in quanto è da tempo che la Tv di Stato, ma anche il Comune stesso, si erano accorti ormai della funzione obsoleta del teatro Ariston.

Per esempio se la Sala Stampa non fosse stata ubicata al Roof del teatro, e buona parte degli inviati di Radio, Tv e Siti internet non fossero stati assiepati alla Sala Lucio Dalla, ubicata all’interno di Casa Sanremo (ex mercato dei fiori), la convivenza tra i rappresentanti dei media, le maestranze, l’industria discografica e la stessa Rai sarebbe stata impossibile.

Specialmente se la dimora dei cronisti fosse ancora nella sala Cinema Ritz, sempre all’interno dell’Ariston, ma con una capienza di un decimo rispetto a tutti gli accreditati delle ultime edizioni.

Tuttavia nonostante il disagio, il Festival ha continuato a essere organizzato senza tenere conto del nuovo Palafestival, e tutto ciò potrebbe trasformarsi in un vero e proprio contenzioso tra la Tv pubblica e l’Amministrazione sanremese.

Lo slittamento di data, dai primi di febbraio ai primi di marzo, non sarebbe, dunque, solo una prudenza per il Covid (i vaccini saranno distribuiti tra dicembre e gennaio), in modo da rivedere il Festival di Sanremo come lo abbiamo lasciato. Ma anche per dare tempo alle imprese incaricate, di realizzare la tenso struttura che poi lascerà spazio al vero Palafestival tanto discusso negli ultimi 30 anni e finalmente pronto per nascere.

ANDREA IANNUZZI

Andrea Iannuzzi

Andrea Iannuzzi, giornalista dal marzo del 2000, ma con radici nella radiofonia che nascono nel 1989, esperto di tv e spettacolo, con un passato anche nella moda come fotografo. E’ stato capo progetto e direttore artistico di varie trasmissioni televisive, e direttore di alcuni fra i più importanti giornali e magazine nazionali italiani. Ufficio stampa e responsabile della comunicazione di diverse realtà tra tv e spettacolo, Iannuzzi mastica il filone dei reality show, dei talent show e dei programmi di intrattenimento, approfondimento e informazione. Grande appassionato di politica italiana.