Il leghista Perini usa la morte dell’influencer di Bisceglie per attaccare Sara Manfuso. Andrea Romano: “Sara è una donna di incrollabile dignità personale”

L’assessore leghista Alessandro Perini, già noto alle cronache per le querele ricevute per i suoi insulti sessisti ad esponenti politiche territoriali – oltre all’inchiesta aperta per un presunto pestaggio che avrebbe subito da parte di “zecche rosse”- ha pensato ieri di utilizzare la morte dell’influencer di Bisceglie, Alessia Ferrante, per sferrare l’attacco al deputato del partito democratico Andrea Romano e all’opinionista Sara Manfuso, sua compagna:

“A Bari muore una ragazza per una liposuzione e si guarda alla conformità di questo tipo di interventi con le disposizioni anti #COVID19. Invece la ragazza dell’impalpabile deputato Andrea #Romano(PD) si regala due bocce nuove per Pasqua senza problemi! #BuonaPasquetta” ha scritto sulla sua pagina Facebook.
In difesa di Sara Manfuso è intervenuto il compagno, il deputato del Pd Andrea Romano:
Ci sono gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi” secondo la nota tipologia scolpita per sempre da Leonardo Sciascia (chi ha letto Il Giorno della Civetta ricorderà certamente come proseguiva la frase). – ha affermato su facebook Romano – Avevo già un’idea di dove dovesse essere collocato tale Alessandro Perini, noto alle cronache cittadine per la capacità di inventarsi aggressioni inesistenti e per la velocità di fuga dimostrata davanti agli avversari politici. Oggi tale Perini scava un altro po’ del fondo dov’era acquattato, inventandosi una polemica contro il sottoscritto in cui collega la mia compagna Sara Manfuso, il suo recente intervento, la morte di Alessandra Ferrante e l’emergenza Covid19.  Se fossi un qualunque elettore della Lega – Salvini Premier – di cui Perini è consigliere comunale a #Livorno – proverei un irrefrenabile sentimento di vergogna all’idea di essere associato ad una figura tanto misera, che non perde occasione per mettere in imbarazzo il partito che rappresenta e le istituzioni nelle quali siede. Essendo più semplicemente me stesso – ha concluso – gli ricordo che Sara è una donna di incrollabile dignità personale – che non si è mai fatta intimidire dalle insinuazioni di personaggi come Perini – e che la morte di una ragazza e la pandemia Covid meriterebbero sempre e comunque il rispetto di tutti. E che quando vuole sarò felice di spiegargli questi semplici concetti di persona, senza lo schermo del social dietro il quale ha scelto ancora una volta di trovare riparo”.
Non ha tardato ad arrivare anche la risposta della Manfuso che ha così commentato, sui suoi profili social, le parole di Perini:
 
“Che vergogna, usare la morte di una ragazza per sferrare un attacco politico. Per giunta, non fa altro che mettere in luce la sua misoginia di fondo (mi pare sia stato già querelato per insulti sessisti, giusto?) e l’assenza di argomenti reali (non dovrebbe fare opposizione? O, forse, pensa di far vincere la Lega a Livorno prendendosela con il mio décolleté?).
Se avesse letto con maggiore attenzione la notizia che ha riportato e non si fosse fermato al titolo (cosa che non ci si aspetta da chi ha un ruolo istituzionale, a qualsiasi livello) avrebbe capito che ho esercitato dell’ironia su una questione drammaticamente seria: il mio intervento era una cosiddetta “urgenza chirurgica”. 
Chieda scusa e pensi a lavorare“.

Erika Ciancio

Erika Ciancio, giornalista iscritta all’Ordine del Lazio. Inizia la sua carriera presso giornali nazionali di cronaca e politica, specializzandosi nei rapporti di pubbliche relazioni con la stampa per personaggi pubblici, anche del mondo dello spettacolo, professionisti e politici nazionali. Esperta in strategie di comunicazione social, punto di riferimento per molti personaggi nei “piazzamenti” televisivi nazionali, radio, e giornali.